Le riprese degli eventi
All’inizio erano riprese semplici,
di eventi,
di situazioni reali,
senza l’idea di fare qualcosa di professionale.
La telecamera era una Panasonic AG-HMC151E.
Uno strumento solido,
pensato per lavorare,
che mi ha permesso di concentrarmi
più sul racconto che sull’attrezzatura.
C’era la voglia di capire
come si costruisce un racconto
unendo immagini, suoni e tempi.
Il montaggio come parte centrale
La vera scoperta è stata il montaggio.
Tagliare,
scegliere,
scartare,
mettere in ordine.
Ho iniziato a usare Edius,
prima la versione 6.5
e poi la 7.4,
imparando da autodidatta,
come sempre.
Supporti diversi, stesse domande
I lavori finiti prendevano forme diverse.
A volte DVD,
altre volte file video,
in base alle richieste
e alle possibilità tecniche del momento.
Ma le domande erano sempre le stesse:
cosa tenere,
cosa togliere,
quando fermarsi.
Un archivio che racconta
Nel tempo si è formato un archivio.
File nativi,
progetti,
lavori finiti.
Non solo risultati,
ma tracce del percorso fatto
per arrivarci.
Una passione che si è fermata
Intorno al 2020,
con l’arrivo del Covid,
questa esperienza si è interrotta.
Non per una scelta precisa,
ma per necessità.
Alcune passioni,
a volte,
si fermano così.
Quello che è rimasto
Anche se quella fase si è chiusa,
qualcosa è rimasto.
Il modo di osservare,
di montare mentalmente le cose,
di dare un ritmo.
Raccontare con il video
mi ha insegnato ancora una volta
che la tecnica è solo un mezzo,
non il fine.
