A un certo punto non mi bastò più reinstallare il sistema operativo.
C’era qualcosa che volevo capire meglio,
e quel qualcosa stava dentro il computer.
Aprire il computer per la prima volta non fu un gesto naturale.
C’era rispetto.
E anche un po’ di timore.
Non era solo una scatola.
Era qualcosa che funzionava,
e che potevo facilmente rompere.
Il primo coperchio tolto
Ricordo bene la prima volta che svitai il coperchio.
Dentro non c’era nulla di misterioso,
ma tutto era nuovo.
Cavi,
schede,
componenti che fino a quel momento avevo solo sentito nominare.
Ogni pezzo aveva una posizione precisa.
E capii subito che nulla era lì per caso.
Capire prima di toccare
Non iniziai smontando tutto.
Osservavo.
Seguivo i collegamenti.
Cercavo di capire cosa facesse cosa.
Avevo imparato una cosa importante:
prima di intervenire,
bisogna capire.
Dal hardware al software
Da quel momento il confine tra hardware e software
diventò più chiaro.
Capire cosa c’era dentro il computer
mi aiutava anche a capire
perché il sistema operativo si comportava in un certo modo.
Nulla era più astratto.
Reinstallare tutto da solo
Aprire il computer mi diede una sicurezza nuova.
Se qualcosa non funzionava,
sapevo dove guardare.
E quando arrivava il momento di reinstallare tutto,
non c’era più paura.
Era diventata una procedura.
Un metodo.
La fiducia che nasce dall’esperienza
Da lì in poi iniziai a fare tutto da solo.
Non perché fosse facile,
ma perché avevo capito che ogni passaggio
poteva essere ricostruito.
Aprire il computer
non era più un rischio,
ma un modo per imparare.
Ed è stato in quel momento
che ho capito di essere davvero diventato un autodidatta.
