A un certo punto Internet smise di essere solo
un luogo da consultare.
Nacque il desiderio di fare qualcosa di mio.
Non solo leggere,
ma costruire.
La curiosità di capire come funzionava
Visitando i primi siti,
mi chiedevo spesso
come fossero fatti.
Non dal punto di vista grafico,
ma strutturale.
Cosa c’era dietro una pagina?
Come venivano collegati i contenuti?
FrontPage
Il primo strumento che utilizzai
fu Microsoft FrontPage.
Sembrava semplice.
Scrivevi,
impaginavi,
e il risultato appariva subito.
Non serviva conoscere il codice,
o almeno così sembrava.
Il primo sito
Il primo sito era essenziale.
Poche pagine,
testi semplici,
qualche immagine.
Ma era mio.
Era online,
raggiungibile,
visibile da altri.
I primi limiti
Non ci volle molto a capire
che quello strumento aveva dei limiti.
Le pagine funzionavano,
ma tutto era rigido.
Ogni modifica richiedeva attenzione.
Ogni cambiamento rischiava di rompere qualcosa.
Capire che serviva di più
Proprio quei limiti
furono il passo successivo.
Mi fecero capire
che costruire sul web
non significava solo “vedere qualcosa a schermo”,
ma gestire struttura,
ordine,
coerenza.
Il primo sito non era perfetto.
Ma aveva fatto nascere una consapevolezza nuova:
il web era qualcosa che potevo imparare,
un passo alla volta.
