C’erano sere in cui il lavoro non finiva quando si abbassava la serranda.
Anzi, spesso cominciava proprio allora.
Il backup era una di quelle operazioni che non facevano rumore durante il giorno,
ma che decidevano se il giorno dopo tutto avrebbe funzionato oppure no.
Quando il backup non era automatico
Oggi si parla di backup come di qualcosa che “si fa da solo”.
All’epoca non era così.
Il backup era un’operazione manuale, fisica, concreta.
Bisognava essere presenti, controllare, aspettare.
E soprattutto sperare che tutto andasse come previsto.
Non c’erano notifiche rassicuranti né messaggi di conferma eleganti.
C’era solo la macchina, i supporti,
e il tempo che passava.
L’attesa
Ricordo bene quelle sere.
L’ufficio ormai vuoto, le luci accese solo in una stanza,
il rumore costante delle unità in funzione.
Il backup richiedeva pazienza.
Non si poteva accelerare.
Non si poteva “fare altro” nel frattempo.
Era un’attesa vigile, non passiva.
Si controllavano i segnali,
si ascoltavano i suoni,
si imparava a riconoscere quando qualcosa
non stava andando nel verso giusto.
Quando qualcosa andava storto
Capitava.
E quando succedeva, non c’erano molte alternative.
Bisognava capire dove si era fermato il processo.
Capire perché.
Decidere se riprovare, se cambiare supporto,
o se rimandare tutto al giorno dopo,
con una certa apprensione.
In quei momenti si imparava una lezione fondamentale:
i dati non sono mai astratti.
Sono lavoro, tempo, fiducia.
Imparare la responsabilità
Quelle sere di backup mi hanno insegnato più di molti manuali.
Mi hanno insegnato la responsabilità di ciò che non si vede,
ma che tiene in piedi tutto il resto.
Fare un backup non era un gesto tecnico.
Era un atto di cura.
Ed è forse anche per questo che, col tempo,
ho iniziato a voler capire sempre di più
cosa succedeva dietro le quinte delle macchine.
Ripensandoci oggi
Oggi il backup è spesso invisibile.
Silenzioso.
Automatico.
Ma ogni volta che vedo una barra di avanzamento,
o un messaggio di “operazione completata con successo”,
mi tornano in mente quelle sere.
Sere fatte di attesa, attenzione
e rispetto per le cose che non fanno notizia,
ma senza le quali tutto si fermerebbe.
